Dal binario all'umano

Nasco come ingegnere elettronico e sviluppatore software. Per qualche anno il mio habitat naturale è stato il codice binario: zero o uno, acceso o spento. Un paradiso di logica dove, se qualcosa non va, basta cercare l'errore di sintassi.

Tuttavia, non capivo perché le persone non provassero la soddisfazione che la propria professione dovrebbe dare. Anzi, regnava l'unico obiettivo di arrivare sani (mentalmente) e salvi a fine giornata.

Poi ho alzato la testa dal monitor.

Ho notato che dietro quella perfezione logica c'era un caos emotivo notevole. Ho visto progetti tecnicamente perfetti fallire perché le persone erano esauste, e tecnologie mediocri trionfare grazie a team felici.

Ho capito che la vera complessità non era nel codice, ma nella persona davanti a me che si sforzava di capire perché era coinvolta in quella riunione. La differenza tra la soddisfazione e lo stress non la faceva il software, ma la Governance e la gestione della componente umana.

Per questo ho compiuto la mia inner move e oggi mi occupo di Change Management, Coaching e Training: perché ottimizzare un algoritmo è soddisfacente, ma aiutare una persona a sorridere il lunedì mattina (e possibilmente anche gli altri giorni della settimana) è l'unico goal che conta davvero.

(Illuminazioni e inner move)

(Sì, questo sono io in versione "renderizzata" dal vero).

Competenze ed esperienze

(ossia strumenti accumulati nel tempo per sopravvivere)

30+ Certificazioni Tecniche (la prova che gli esami non finiscono davvero mai)

Galloni e mostrine non hanno mai fatto per me, sono gli strumenti di lavoro a fare la differenza. Studio a fondo i framework e le metodologie internazionali non per recitarli a memoria, ma per poter elaborare un piano B (e spesso pure un piano C) quando la realtà dei fatti decide, inevitabilmente, di sbattersene della teoria.

25+ Aziende Clienti (e tante, tante, tante persone incontrate)

Ho partecipato a progetti di consulenza nelle retrovie di organizzazioni diversissime tra loro. Dalle roccaforti tecnologiche di Automotive e Manufacturing, alle cattedrali della Pubblica Amministrazione e delle Università, passando per le fortezze di Banking, System Integration, Trasporti e Servizi. Il risultato? Ho imparato a comprendere l'importanza dell'empatia, per poter parlare la lingua del tecnico geniale, del dirigente visionario e di tutti i ruoli aziendali nel mezzo.

9742+ Riunioni a cui sono sopravvissuto (e che dovevano essere solo un'e-mail)

Navigare la complessità significa fare i conti con l'imprevisto costante cercando di non perdere la calma. Ma se devo essere del tutto onesto, la prova definitiva della mia resilienza non è la messa a terra di un progetto difficile: è l'essere fisicamente e mentalmente sopravvissuto a ben 9472 riunioni (finora...) che potevano tranquillamente essere risolte con una banale email o con uno "scusa, sono in un'altra riunione" su Teams.

5000+ Ore di formazione erogate (e corde vocali d'acciaio)

Da imberbe e inesperto docente, anni fa pensavo di dovermi impegnare solo a trasferire concetti complessi. La verità è che la formazione è molto di più, è cambiamento consapevole. Mi piace pensare che il mio obiettivo, oltre a tenere possibilmente tutti ben svegli e partecipi, sia contribuire a migliorare il mondo in cui viviamo un corso alla volta.